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Sei qui: HomeNewsIn evidenzaINAIL: AL VIA I NUOVI INCENTIVI 2013-14 PER LA SICUREZZA

DOPO IL 31/05/2013 OBBLIGO DEL DVR ANCHE SOTTO I 10 DIPENDENTI

DOPO IL 31/05/2013 OBBLIGO DI REDAZIONE DEL D.V.R. (DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI) PER TUTTE LE ATTIVITA’ CON MENO DI 10 LAVORATORI

 

La proroga introdotta con la legge 228/2012 sembrava indicare il 30 giugno 2013 come data limite per la validità dell'autocertificazione della Valutazione dei Rischi (prevista dall'art. 29 comma 5 del D.Lgs. 81/2008), effettuata dalle imprese che occupano meno di 10 dipendenti.

In realtà, il Ministero del Lavoro ha chiarito che la scadenza effettiva è il 31/05/2013.

Infatti, la circolare del 31/01/2013 emanata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a seguito di numerose richieste di chiarimento circa la proroga del termine per l'autocertificazione della valutazione dei rischi, chiarisce che il termine ultimo per l'autocertificazione per tutte le aziende che occupano fino a dieci dipendenti è il 31 maggio 2013, in quanto la proroga di sei mesi va collegata alla pubblicazione delle procedure standardizzate e non al mero provvedimento di proroga inserito nella legge di Stabilità di fine 2012.

In pratica, OGNI AZIENDA / STUDIO PROFESSIONALE ha tempo fino al 31 maggio 2013 per documentare l’attività di valutazione dei rischi in maniera efficace per non incorrere nelle sanzioni previste dall'art. 55 del D.Lgs. 81/2008 in caso di mancata o incompleta redazione del DVR.

E’ importante evidenziare che i liberi professionisti ricadono nell’applicazione di tale obbligo, soprattutto laddove ricorra la presenza di un prestatore d’opera equiparabile a “lavoratore”, inteso come persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione…”, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 81/2008 (tra cui praticanti, stagisti e tirocinanti, pur in assenza di “dipendenti” la cui presenza, comunque, determina implicitamente l’obbigo).

Tale “estensione” coinvolge quindi molte categorie per le quali la stragrande maggioranza delle ditte rientrava nel regime di autocertificazione, ma che adesso sono sottoposte al nuovo regime, per quanto ancora “semplificato”.

I “lavoratori” e le altre figure coinvolte nella gestione della sicurezza (compreso lo stesso datore di lavoro) sono destinatarie altresì dell’obbligo di formazione ed aggiornamento periodico.

Il D.Lgs. 81/2008, al titolo I, esprime con chiarezza gli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro.

Il “datore di lavoro” deve adempiere ai seguenti obblighi:

  • effettuare la valutazione dei rischi e redigere il relativo documento (DVR), in forma comunque semplificata se fino a 10 dipendenti (articoli 17 e 28);
  • nominare il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP); tale ruolo può essere assunto da un consulente esterno oppure il datore di lavoro stesso può svolgere direttamente le funzione di prevenzione e protezione purchè abbia adempiuto al requisito di aver frequentato un corso di formazione specifico di almeno 16 ore (articoli 17 e 31; accordi Conferenza S.R.EE.LL. del 26/01/2006 e 21/12/2011);
  • nominare gli addetti del primo soccorso e alla prevenzione incendi e gestione dell'emergenza; anche in questo caso (ma solo nelle imprese o unità produttive fino a cinque lavoratori), questi ruoli possono essere svolti direttamente dal datore di lavoro, sempre a seguito di specifici corsi formazione (articoli 45 e 46; accordo Conferenza S.R.EE.LL. del 21/12/2011);
  • attuare l’informazione, la formazione generale e la formazione specifica dei “lavoratori” (art. 36 e 37; accordo Conferenza S.R.EE.LL. del 21/12/2011);
  • attuare la sorveglianza sanitaria, laddove ricorra l’obbligo (videoterminalisti “esposti” per almeno 20 ore settimanali, dedotte le pause; articoli 25 e 41).

L’art. 55 del D.Lgs. 81/2008 evidenzia le sanzioni per il datore di lavoro in caso di inadempienza.

Tabella adempimenti formativi

Analisi dei casi: in quale rientri?

 

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